Acque tranquille tra i tralci di salice
In questa immagine apparivano i tralci, fili sottili contro il cielo.

In questa immagine apparivano i tralci, fili sottili contro il cielo. Il lago era immobile, la superficie appena lucente. L’aria era mite, con una traccia di umidità. I tralci, ritorti e delicati, pendevano verso il basso, le loro forme simili a pennellate d’inchiostro sulla seta.
La quiete riempiva lo spazio, interrotta solo dal lieve fruscio delle foglie. Oltre i tralci, le colline lontane sfumavano nel cielo, con contorni morbidi e velati. L’acqua si estendeva calma e vasta. Da quassù, la scena sembrava una poesia: i dettagli discreti della natura incorniciati contro lo spazio aperto. Il mondo si riduceva alle linee aggraziate dei tralci, alla superficie vitrea del lago e alla lieve carezza dell’aria. I tralci uniscono la terra al cielo. Collegano la vegetazione rigogliosa in alto all’acqua quieta in basso.
Nella mostra Opera 88 di 363
Da dove guardiamo
Quasi una linea
Prima di spiegare il mondo
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