Sulla revisione di ICP-2, sui criteri di fallimento dei RIR e sul perché il potere debba continuare a partire dal basso

Chi dovrebbe decidere quando un registro fallisce: i suoi membri o le istituzioni al di sopra di esso?

Illustrazione concettuale di quattro persone attorno a un tavolo rotondo bianco, con un piccolo server blu e un libro contabile aperto fra loro.
Chi decide quando un registro condiviso deve cambiare? Lu Heng sostiene che la decisione spetti ai suoi membri, anche quando il servizio non funziona.

La crisi di governance di AFRINIC ha riportato all’attenzione ICP-2, un documento redatto oltre vent’anni fa per definire i criteri di istituzione dei registri Internet regionali. E a ragione.

Oggi i RIR operano con un’autonomia straordinaria: non rispondono ad alcuna autorità sovrana, non dispongono di meccanismi chiari per il subentro in caso di malfunzionamento e, in alcuni casi, non hanno né un sistema efficace di deposito dei dati presso terzi né un piano di emergenza. È necessario stabilire un criterio che definisca il fallimento di un registro.

Ciò che è inaccettabile è usare questo processo per centralizzare ulteriormente il potere. Qualsiasi meccanismo di revoca o ripristino dell’accreditamento di un RIR deve essere guidato esclusivamente dai suoi membri, non dalla NRO o dall’ICANN.

Il sistema dei RIR esiste soltanto grazie a un consenso volontario: non ha alle spalle né una legge né strumenti coercitivi. Una soluzione imposta dall’alto fallirebbe immediatamente, perché i membri possono semplicemente ritirare il proprio riconoscimento.

Se ICP-2 viene rivisto, deve rafforzare, e non indebolire, il modello dal basso, stabilendo esplicitamente che qualsiasi azione decisiva richiede l’accordo di una maggioranza schiacciante dei membri.

L’obbligo di rendere conto deve derivare dal decentramento, non dalla gerarchia. Anche in presenza di difetti procedurali, incoraggio vivamente tutti i membri a rispondere all’attuale questionario della NRO: se la comunità non si esprime, altri decideranno al suo posto.